Riporto il link della pagina con l’articolo «Maestra, ma l’artista può essere anche una femmina?” scritto da Giovanna Cosenza che regala un profondo spunto di riflessione sull’educazione dei bambini ricevuta dalla società, dalla comunicazione televisiva, da ciò che vedono e che ascoltano nel loro quotidiano famigliare.

Il video ha una durata di 50 minuti e a mio avviso sono 50 minuti che ogni persona dovrebbe spendere per “rieducarsi” e “riascoltarsi” attentamente, per più punti, in più domande, in molte risposte. Un video che porta indietro nella memoria molti di noi, facendoci riflettere sull’educazione ricevuta da sempre da quando, bambini, giocavamo nel cortile o con la play station, sui tempi presenti dove veniamo imbottiti da belle figure femminili mediatiche inutili e sui tempi futuri per un possibile cambiamento e miglioramento generazionale.

Questi bambini sono un riassunto di ciò che noi ascoltavamo dalle televisioni, sono quello che  vedevamo nella nostra quotidianità e sono il frutto ci ciò che noi abbiamo interpretato dalla nostra società standardizzata e chiusa nelle regole delle vecchie credenze.

La prima domanda è di una bambina della quarta elementare che mi ha commosso perchè mi ha riportata in un ricordo di bambina e poi da adolescente quando anch’io timorosa di ciò che volevo esprimere chiesi a mio nonno mentre restaurava delle statue: “Nonno, non vuoi che io lavori con te perchè sono una femmina?” – “Nonno, anch’io posso scolpire, anche se sono una femmina”. Da allora sono passati 25 anni ma sembra che alcuni timori si siano scalfiti nei pensieri dei bambini.

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